L’eccellenza italiana dalla formazione secondaria alla ricerca post universitaria
Bilancio del Programma Space It Up in Biomedicina
Mercoledì, 14 Gennaio 2026, ore 9.00
Casa dell’Aviatore, Viale dell’Università 20, Roma
Roma – mercoledì 14 gennaio 2026, si è tenuto presso la Casa dell’Aviatore, in Viale dell’Università 20 a Roma, il convegno “La Biomedicina e la Biotecnologia nello Spazio – L’eccellenza italiana dalla formazione secondaria alla ricerca post universitaria: bilancio del Programma “Space It Up” di Biomedicina”. L’evento, che ha visto la partecipazione delle best practices del settore spaziale nazionale, rappresenterà un’importante occasione per confermare il ruolo strategico della biomedicina e della biotecnologia spaziale quali ambiti chiave per lo sviluppo scientifico e tecnologico del Paese, valorizzando un percorso che va dalla formazione secondaria alla ricerca post-universitaria. Ad aprire i lavori è stato il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, e Giovanni Pratesi, responsabile del progetto Space It Up e membro del Comitato Scientifico ASI. Sono seguiti i keynote speech di Mariano Bizzarri, Direttore del Laboratorio Nazionale di Biomedicina Spaziale e responsabile del Tavolo Tecnico-Scientifico del Comitato Interministeriale per le Politiche Spaziali e la Ricerca Aerospaziale, e di Massimo Claudio Comparini, Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo e Presidente di Thales Alenia Space Italia. A seguire gli interventi, tra gli altri, di: Antonio Angeloni, Prorettore dell’Università La Sapienza di Roma e Direttore del Dipartimento BeSSA; Daniele Bianchi, Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale dell’Università La Sapienza di Roma; Vincenzo D’Anna, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi; Laura Ramaciotti, Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI); Walter Villadei, astronauta dell’Aeronautica Militare Italiana (in videocollegamento). Le conclusioni sono state affidate al Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a sottolineare il ruolo strategico della ricerca biomedica spaziale per lo sviluppo tecnologico, industriale e scientifico dell’Italia.

“Come evidenziato dai recenti avvenimenti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, che hanno portato al rientro anticipato degli astronauti per problemi di natura medica,- dichiara Mariano Bizzarri, Direttore del Laboratorio Nazionale di Biomedicina Spaziale dell’Università La Sapienza – garantire la salute in orbita e approfondire le nostre conoscenze sulla biologia spaziale è diventato sempre più urgente, soprattutto in vista dei futuri obiettivi dell’esplorazione spaziale, tra cui l’istituzione di una base lunare. Il Laboratorio Nazionale di Biomedicina Spaziale dell’Università La Sapienza è all’avanguardia nello sviluppo di ricerche e di nuove tecnologie mediche — dalla produzione di farmaci nello spazio alle modifiche dei regimi nutrizionali, fino alla realizzazione di sensori diagnostici avanzati — e, nell’ambito del progetto Space It Up, ha conseguito risultati di grande rilievo. Il convegno rappresenta un’occasione fondamentale per tracciare un primo bilancio delle attività svolte e per dare nuovo impulso a un settore che, oltre a fornire un supporto essenziale all’esplorazione umana dello spazio, consente di ampliare le nostre conoscenze scientifiche e di rafforzare il trasferimento tecnologico a beneficio della Terra.”
L’evento è stato organizzato dal Dipartimento BeSSA – Dipartimento interdisciplinare di Benessere, Salute e Sostenibilità Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma e dal Laboratorio di Biomedicina Spaziale, con il contributo del Gruppo Space Factory e della Fondazione ICSA.













