L’Italia all’avanguardia nella sperimentazione delle life-sciences e biopharma in orbita bassa e nelle tecnologie del rientro dallo spazio di satelliti, loro recupero e riutilizzo

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L’Agenzia Spaziale Italiana insieme a ALI S.p.A. del Gruppo Space Factory per lo sviluppo di due minilaboratori di nuova generazione

Per la prima volta sarà possibile gestire e controllate da Terra gli esperimenti tramite un semplice tablet o smartphone

Roma, 29 ottobre 2025 – L’Italia compie un nuovo passo da protagonista nel panorama internazionale della ricerca scientifica e tecnologica spaziale. Sottoscritto dal direttore generale dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Luca Vincenzo Maria Salamone, il contratto con la ALI S.p.A. del Gruppo Space Factory per lo sviluppo di due minilaboratori di nuova generazione, denominati MiniLab 3.0, quali carichi utili del microsatellite IREOS-0; si tratta della prima missione del programma IRENESAT-ORBITAL di sperimentazione nel campo delle life sciences e biopharma in condizioni di microgravità.

I MiniLab 3.0 sono mini-laboratori intelligenti di piccole dimensioni (2U), sviluppati con tecnologie proprietarie, unici per la loro capacità di gestione e controllo in tempo reale degli esperimenti nello spazio in ambiente controllato. Nei minilaboratori saranno effettuati gli esperimenti GAIA e ASTROGUT, ideati rispettivamente dall’Università La Sapienza di Roma e dall’Università Federico II di Napoli.

GAIA controllerà la crescita del germe di grano utilizzando come substrato il suolo terrestre e quello lunare. L’esperimento si prefigge lo scopo di valutare la possibilità di coltivazione in ambiente lunare e, in quello futuro, marziano per la coltivazione di cibo per gli astronauti e, soprattutto per lo sviluppo di sistemi bio-rigenerativi. ASTROGUT monitorerà il ciclo di vita del probiota intestinale per lo studio della fisiologia umana in ambiente spaziale. I due MiniLab 3.0 saranno imbarcati sul microsatellite IREOS-0/Amalia, ideato dal Gruppo Space Factory il cui lancio sarà finanziato da ASI. Il nome Amalia è stato dato in onore della scienziata italiana Amalia Ercoli Finzi, prima ingegnera aerospaziale italiana e pioniera nel campo delle scienze e tecnologie spaziali. Durante la missione orbitale saranno attivati gli esperimenti controllati da Terra dagli scienziati, per la prima volta, tramite un semplice tablet o smartphone.

Terminate le attività di sperimentazione si avvieranno le attività per la certificazione in orbita dei sottosistemi del microsatellite, a partire dal meccanismo di apertura dello scudo termico flessibile IRENE®.

IRENE® è una tecnologia innovativa proprietaria del Gruppo Space Factory che permetterà ai satelliti di rientrare integri dallo spazio e di essere recuperati per la successiva missione. Attualmente i MiniLab sono inseriti nel Marketplace dell’Agenzia Spaziale Europea – ESA, rendendo la società fornitore ufficiale in Europa dei servizi biopharma e life-sciences in orbita.

“Il contratto appena firmato conferma il forte interesse dell’ASI nelle nuove opportunità offerte alla sperimentazione in orbita di applicazioni biopharma e scienze della vita. Prevediamo che questo settore diventerà sempre più strategico nei prossimi anni anche grazie all’ingresso dei privati nelle attività in orbita terrestre e quelle legate all’esplorazione della Luna e di Marte. La missione IREOS rappresenta un esempio concreto del posizionamento del nostro Paese nella progettazione e sviluppo di tecnologie applicate al rientro dall’orbita bassa e riutilizzo”

Mario Cosmo, Direttore Scienza e Innovazione dell’Agenzia Spaziale Italiana

La sperimentazione in assenza di gravità e nel settore biopharma nello spazio, fino a pochi anni fa un’attività di frontiera, oggi è uno dei settori più promettenti nello sviluppo della economia dell’orbita bassa. La possibilità di accedere a costi contenuti a tale sperimentazione attraverso laboratori automatizzati intelligenti è’ certamente una linea di sviluppo scientifico ed industriale da monitorare e perseguire per le ricadute sulle future missioni di esplorazione e, sulla Terra, sulla ricerca farmacologica. Anche in questo caso un esempio di leadership Italiana nel panorama delle attività spaziali all’avanguardia”

Massimo Comparini, Managing Director Leonardo Space Division; Presidente CdA Thales Alenia Space.

Focus 1 – ALI S.p.A. e il Gruppo Space Factory

Fondata nel 2006, ALI S.p.A. fa parte del Gruppo Space Factory. L’azienda è specializzata nella progettazione e sviluppo di tecnologie innovative per il rientro di microsatelliti e per esperimenti in orbita (MiniLab). I microsatelliti, denominati IRENESAT-ORBITAL, utilizzano la tecnologia proprietaria di protezione termica IRENE® che permette il rientro autonomo e controllato dallo spazio, il loro recupero e riutilizzo. La sede di ALI S.p.A., all’interno di quella del Gruppo Space Factory, è localizzata a Napoli e si estende su una superficie di 3.000 metri quadrati, tra uffici, laboratori, aree espositive e strutture dedicate tra cui: 2 Camere Bianche per l’integrazione dei microsatelliti IRENESAT-ORBITAL e dei MiniLab; l’Officina dello Spazio, per lo sviluppo di dimostratori terrestri e la Sala di Controllo per il monitoraggio e il controllo in tempo reale delle operazioni orbitali e degli esperimenti. ALI ha condotto con successo tra il 2021 e il 2024 cinque missioni spaziali, di cui 4 scientifiche con il MiniLab, modello 1.0, sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e una missione di certificazione suborbitale di qualifica del sistema IRENE®, denominata MIFE, quest’ultima finanziata con fondi GSTP di ESA/ASI e coordinata dal Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali – CIRA. Le 4 missioni scientifiche hanno in particolare riguardato due filoni di ricerca con forti ricadute sulla Terra, ossia l’osteoporosi (missioni ReADI-FP e ReADI-SP) e la fertilità femminile (OVOSPACE e ORION). In particolare, per quanto riguarda l’osteoporosi è in corso un’attività di ricerca, attraverso l’assegnazione di due borse di studio, con la Federazione Nazionale Ordine Biologi – FNOB.

Focus 2 – MiniLabs

Il MiniLab 3.0, che ha le dimensioni di un 2U (10x10x20 cm.), rappresenta un vero salto tecnologico rispetto al precedente modello automatizzato, MiniLab 1.0. Grazie alle tecnologie proprietarie, gli scienziati, per la prima volta, potranno controllare in diretta gli esperimenti, più di 126, e gestirli anche con azione correttive da un semplice tablet su cui sarà installata un’app. Il modello MiniLab 1.0, che ha le dimensioni di un 2U (10x10x20 cm.) e può contenere un solo esperimento, è stato realizzato con un investimento del Gruppo Space Factory e la co-partecipazione della Regione Campania e della BCC Napoli. La prossima missione del MiniLab 1.0 sulla ISS, ORION 2, è prevista a giugno 2026. Al modello 1.0 segue il MiniLab 2.0 che ha le dimensioni di un 4 U (10x10x40 cm.) e potrà contenere 4 esperimenti in contemporanea controllati e gestiti in diretta. La prima missione, Space Slime, finanziata da ASI è prevista a luglio 2026.

Essere al fianco di realtà come il Gruppo Space Factory significa credere in un Sud che sperimenta, osa e costruisce futuro. La Campania è stata tra le prime regioni italiane ad aver investito concretamente nella Space Economy, sostenendo chi trasforma la ricerca in impresa e l’innovazione in capacità industriale. Questo risultato conferma la forza di un ecosistema che sa dialogare con le agenzie nazionali, le università e il mondo produttivo, portando nello spazio il talento e la capacità tecnologica del nostro territorio”.

Valeria Fascione, Assessore alla Ricerca, Innovazione e Startup della Regione Campania

Il successo di ALI SpA, tra i soci fondatori del Distretto Aerospaziale della Campania è un risultato di grande valore per tutto il sistema aerospaziale campano. È il frutto delle competenze di ALI e del Gruppo Space Factory nel campo della sperimentazione spaziale e della Space Economy, ma anche risultato concreto della capacità, propria del Distretto, di fare sistema, creando quelle sinergie virtuose tra imprese, università e ricerca che rendono la Campania un punto di riferimento nel settore a livello europeo”.

Luigi Carrino, presidente del Distretto Aerospaziale della Campania – DAC

Focus 3 – IREOS-0/Amalia e il Programma IRENESAT-ORBITAL

IREOS-0/Amalia è la prima missione del programma di microsatelliti IRENESAT-ORBITAL. Nelle successive missioni, IREOS-1 e IREOS-2, previste rispettivamente nel 2028 e 2029, il microsatellite potrà imbarcare fino a tre MiniLab 3.0. La loro principale peculiarità è la capacità di rientrare autonomamente integro dallo spazio grazie allo scudo termico flessibile IRENE®, tecnologia proprietaria del Gruppo, che consente il loro recupero e riutilizzo per missioni successive, contrastando in tal modo anche il fenomeno sempre più crescente dello Space Debris. La tecnologia del rientro e riutilizzo di satelliti è stata oggetto di un’importante audizione del Gruppo Space Factory con la IV Commissione (Difesa) della Camera dei Deputati.

IREOS 0/Amalia è stato realizzato grazie ad un modello virtuoso tra investimenti diretti del Gruppo Space Factory e un finanziamento di Intesa SanPaolo attraverso lo strumento Nova+ .

Lo Spazio sta diventando un tema sempre più centrale nel dibattito economico e geopolitico mondiale, considerata la sua strategicità per lo sviluppo futuro dei Paesi. Nova+ è uno strumento di finanza unico nel panorama bancario, dedicato agli asset intangibili, ossia idee e progetti dirompenti in ambito Space Economy, in linea con gli obiettivi della European Space Strategy e del Piano Nazionale Space Economy. Siamo lieti di aver sostenuto lo sviluppo di Ireos 0 e di seguire gli avanzamenti del progetto, grazie anche al nuovo accordo con l’Agenzia Spaziale Italiana”.

Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Calabria e Sicilia Intesa Sanpaolo