Ieri mattina è riuscito con successo il primo test di gestione e controllo da remoto di un esperimento scientifico contenuto in un minilaboratorio di nuova generazione, Minilab, ideato e progettato dal Gruppo Space Factory, leader nella realizzazione di tecnologie abilitanti per i sistemi di rientro dallo Spazio e di servizi di sperimentazione in condizioni di microgravità.

Le società del Gruppo stanno realizzando con un proprio investimento e con il finanziamento Nova + di Intesa San Paolo, un nuovo satellite, unico al mondo nel suo genere, che imbarcherà i minilaboratori contenenti esperimenti scientifici e biopharma nello Spazio e in particolare a circa 400km dalla Terra.
Il primo satellite, IREOS-0/ Amalia (il nome in onore della scienziata Amalia Ercoli Finzi), imbarcherà due minilaboratori, MiniLab 3.0, realizzati con la partecipazione dell’Agenzia Spaziale italiana, anche grazie alla collaborazione con BCTrade Srl e tutte le società del nostro gruppo.
Grazie alle tecnologie proprietarie, gli scienziati potranno controllare in diretta gli esperimenti e gestirli anche con azione correttive anche da un tablet su cui sarà installata un’app.
Una volta terminato il periodo di analisi, il satellite potrà rientrare integro dallo Spazio grazie ad uno scudo termico, IRENE, che permetterà l’atterraggio in un punto preciso. Il satellite sarà così recuperato e pronto per una prossima missione.
Le tecnologie di rientro dallo Spazio stanno diventando sempre di maggiore interesse strategico anche per mitigare la criticità dello Space Debris (residui spaziali in orbita) che sta diventando un serio problema.
Grazie alle suddette attività, l’Italia è protagonista nel panorama internazionale nei sistemi di rientro dallo Spazio di satelliti e di sperimentazione in orbita.
Le tecnologie dei minilaboratori, il cui primo modello, MiniLab 1.0, è stato realizzato con un investimento del Gruppo Space Factory e la co- partecipazione della Regione Campania e della BCC Napoli, sono oramai mature per affrontare i servizi in orbita.
Nel corso della settimana sono stati sottoscritti dal Gruppo Space Factory due importanti accordi quadri con la Stazione Zoologia Anton Dohrn di Napoli e la Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi per l’avvio di attività di ricerca di sperimentazione nello Spazio e nel Deep Blue.
” I MiniLab sono un modello rivoluzionario e innovativo che ci permetterà di scoprire aspetti fondamentali della biologia e principi basilari su cui si costruisce l’organizzazione dell’essere vivente. Inoltre ci offre la possibilità di espandere le conoscenze in ambiti critici come l’invecchiamento, i tumori e i problemi della rigenerazione e morfogenesi dei tessuti” – dichiara il Prof. Mariano Bizzarri, Direttore del Laboratorio Nazionale di Biomedicina Spaziale e Responsabile del Tavolo Tecnico Scientifico del COMINT.
“L’innovazione dimostrata da Space Factory con questo nuovo sistema di controllo remoto degli esperimenti in orbita rappresenta un passo decisivo per rendere la sperimentazione in microgravità sempre più accessibile, efficace e industrializzabile,” ha dichiarato Luigi Carrino, Presidente del Distretto Aerospaziale della Campania. “È una conferma dell’importante ruolo della Campania nei sistemi di rientro e nei servizi spaziali avanzati, in linea con la strategia del Distretto: fare del nostro territorio un hub europeo per la New Space Economy, capace di generare impatto scientifico, tecnologico ed economico.”
